Brian Eno, fuck does he know?

Fare classifiche del cazzo è l’unica ragione per cui compro dischi. Questa è la 2013

“Excavation” di The Haxan Cloak, cioè Bobby Krlic, è il disco dell’anno. Quando lo ascolto ho paura. Ho paura fisicamente. Ho paura che dalle casse esca qualcosa a minacciare la mia incolumità. Anzi adesso spengo, che sono in casa da solo. Ma anche quel cappio in copertina. No no. Boh, chiamiamola elettronica spaventosa, un po’ alla Scott Gibbons, via.

Dietro ci metto “Shaking the habitual” dei The Knife. Un altro disco con la parola habitual nel titolo dopo 23 anni. Più o meno elettronica ma qui ci si diverte di più, anzi ci si muove proprio. E poi la voce di Karin è inebriante, uuh.

Poi ci sarebbero gli Sleaford Mods con “Austerity Dogs”. Loro sono tipo dei Kill the Vultures ma incazzati come dei puma. Il frontman, dei due, è Jason Williamson, che assomiglia a Merle Dixon e parla come un ultras del Nottingham Forest sbronzo perso che ce l’ha su con te. “Fizzy” l’ho ascoltato tipo 450 volte, il disco è un miasma disorientate di aggressioni ad alzo zero con passaggi tipo “Brian Eno, fuck does he know?”, “work my dreams off for two bits of ravioli and a warm bottle of Smirnoff under a manager that doesn’t have a clue”, o ancora “movin’ up in the world doesn’t mean using the lift, mate/What floor do you want?/Don’t mind me – I’m in the fuckin’ thing all day”. Va beh, il disco dell’anno è questo, ma mi scoccia cancellare tutto il resto.

Comunque adesso c’è “Dream River” di Bill Callahan. Quando Bill Callahan suonò al Bronson anni fa durante il sound check l’ho registrato mentre faceva tipo “ah ah” o “Oh oh oooo” per provare il microfono e quello per me era già un dei più bei dischi dell’anno. Quindi.

Quinto posto: Black Pus, “All my relations”. Black Pus = Brian Chippendale = Lightning Bolt = Best Band on the fuckin planet

Daniel Norgren, “Buck”. Blues lo-fi (ne esiste di non?) clamoroso fatto da uno svedese con una gran bella faccia. Dal vivo un gigante. Nell’album due fulgide gemme come “Howling around my happy home” e “Moonshine got me”.

Pan American, “Cloud room, glass room”. Ovvio.

Phil H. Anselmo and The Illegals, “Walk through exits only”. Chettelodicoaffare.

Kiki Pau, “Pines”. Finlandesi che mangiano i funghetti.

Radical Face, “Family Tree: the branches”

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